Progetto europeo
CAPuS

CAPuS Project

CAPuS – Conservation of Art in Public Spaces

7 università, 5 aziende, 1 associazione, 1 museo, 1 centro di ricerca e 2 Comuni. Questi i numeri del progetto CAPuS – Conservation of Art in Public Spaces, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Erasmus+Alleanze per la Conoscenza”.

Un protocollo conservativo innovativo per l’arte urbana

L’arte urbana è diventata sempre più uno strumento per la rigenerazione delle nostre città. Dalle rappresentazioni spontanee a quelle commissionate, è innegabile che queste manifestazioni artistiche stiano acquisendo spazi sempre più rilevanti ed entrando sempre di più nel cuore dei cittadini.  A causa della loro stessa natura, tuttavia, queste opere sono maggiormente esposte al degrado e presentano problematiche conservative peculiari. Da qui nasce il progetto CAPuS, che mira a definire un protocollo conservativo innovativo per l’arte urbana.

Il progetto vedrà impegnate le aziende, le università e i restauratori primariamente in un fondamentale dialogo strutturato con gli artisti e successivamente nella mappatura del degrado, nell’identificazione di prodotti idonei o di altre metodologie conservative (come la creazione di archivi digitali), per arrivare a stabilire un protocollo operativo applicabile a livello internazionale.

È prevista inoltre la stesura di un modulo didattico da inserire nei curricula accademici. Gli studenti saranno attivamente coinvolti nelle attività progettuali grazie a tirocini presso le imprese partner. Al termine del progetto è prevista l’attivazione di un master universitario internazionale su queste tematiche.

I partner

Il partenariato italiano coinvolge realtà diverse ma al contempo complementari tra loro. Leader del progetto l’Università di Torino, che si occuperà di coordinare tutti e 17 i partner.

CESMAR7 – Centro per lo Studio dei Materiali per il Restauro, sarà coinvolta attivamente sia nell’analisi dei processi di alterazione che nella fase di test sui prodotti selezionati, nonché nella messa a punto delle metodiche di intervento o di altre strategie conservative. CESMAR7 sarà anche responsabile della comunicazione di progetto.

Sarà coinvolto inoltre il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, che insieme a UniTo seguirà la parte analitica di caratterizzazione dei materiali delle opere, si occuperà di selezionare i materiali di restauro in esame e parteciperà attivamente alla creazione di un modulo formativo di livello universitario sulla conservazione dell’arte urbana. Come rappresentante delle aziende, fondamentale presenza per l’alleanza, è stata inserita An.t.a.res, ditta di prodotti per il restauro che lavorerà per identificare i materiali più idonei per i trattamenti proposti. Completano il gruppo l’Università di Parma, che si occuperà del monitoraggio della qualità, e Medhiartis, agenzia di comunicazione che curerà l’identità visiva e gestirà i social. Sono poi partner associati il Comune di Reggio Emilia e il Comune di Torino che collaboreranno all’identificazione e alla valorizzazione delle opere individuate per la sperimentazione.

Università di Torino
Centro conservazione restauro "La venaria reale"
Cesmar7
Antares
TH_Köln
Schmincke
Conservation Technologies LLC
Akademy-of-fine-arts-warsaw
University of Split
Metris
Gradski Muzej Sisak
Medhiartis
Universidade de Vigo

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